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Enzo Cosimi & Collettivo CineticO – Dialogo secondo: Pentesilea Ultras

regia, coreografiae costumi ENZO COSIMI azione e collaborazione alla coreografia SIMONE ARGANINI, CARMINE PARISE ANGELO PEDRONI FRANCESCA PENNINI GIULIO SANTOLINI STEFANO SARDI disegno luci GIANNI STRAROPOLI

Coproduzione CollettivO CineticO, Festival Aperto / Fondazione I Teatri, Teatro Comunale di Ferrara – residenza artistica Teatro Comunale di Ferrara ERT Emilia Romagna Teatro – con il sostegno di MIBACT, Regione Emilia Romagna

CollettivO CineticO inaugura un’antologia di Dialoghi con altri autori, una chiamata ad infettarsi e a mutare, al mescolamento e allo smussamento dei propri confini. Il primo dialogo è stato un’apertura verso la danza immaginifica dell’israeliano Sharon Fridman. Ora, i corpi peculiari, sportivi e sgrammaticati di CollettivO CineticO si sposteranno nel segno coreografico di Enzo Cosimi. Un incontro desiderato da tempo tra due generazioni artistiche che si riconoscono senza coincidere. Una contaminazione a due direzioni che vuole lasciare un segno a entrambe le parti senza rinnegare le identità di origine. Una reale occasione d’incontro poetico e fisico per una riformulazione linguistica e una discussione politica sul meccanismo di creazione. Una reazione chimica tra la passionale visionarietà di Cosimi e l’ironia concettuale di CollettivO CineticO. “Pentesilea, radicale re-invenzione del mito della regina delle Amazzoni di Heinrich von Kleist, opera aliena, febbrile e iconoclasta, mi è sembrata la giusta ispirazione per un gruppo così carico di furore. Tempo fa mi ero già dedicato a questo testo con una produzione di Copenaghen Capitale della Cultura, attraverso uno sguardo arcaico e pieno di energia bacchica. Questa volta, continuando la mia esperienza recente di Agamennone, costruisco l’azione teatrale attraverso i codici del desiderio sadomasochista, con un generoso utilizzo di oggetti legati alla scena fetish. Abiti da businessman con accessori di pelle, gagging/ball, frustini che immersi in un paesaggio rarefatto e glamour diventano elementi disturbanti. Si mette in scena il senso di catastrofe liberatorio, aiutato da corpi nudi sessuati in una sorta di tenebrosa battaglia”. Enzo Cosimi