PROGRAMMA 2022

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0610

Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

Don Juan

ANTEPRIMA

coreografia Johan Inger
musica originale Marc Álvarez
dramaturg Gregor Acuña-Pohl
scene Curtallen Wilmer (aapee) con estudiodeDos
costumi Bregje van Balen
luci Fabiana Piccioli
assistente alla coreografia Yvan Dubreuil
produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto – coproduzione Fondazione Ravenna Manifestazioni / Ravenna Festival, Fondazione Teatro Regio di Parma, Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni, Centro Teatrale Bresciano, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia / Festival Aperto, Fondazione Teatro Metastasio di Prato, Festspielhaus St. Pölten, Fondazione Cariverona – Circuito VivoTeatro (Teatro Ristori di Verona, Teatro delle Dolomiti di Belluno, Teatro Salieri di Legnago, Teatro Comunale di Vicenza, Teatro delle Muse di Ancona), Associazione Sferisterio Macerata

Al termine dello spettacolo è previsto un incontro – riservato al pubblico della serata –  con il coreografo Johan Inger e condotto da Maria Luisa Buzzi.

Don Juan può essere considerato un Kammerspiel per la sua capacità di sottolineare sfumature ed emozioni: la danza diviene lente d’ingrandimento dei singoli caratteri e svela in modo sottile ma evidente il mondo interiore degli uomini e delle donne in scena.

Ancor più importante è la connessione con la contemporaneità, disegnando un mondo abitato da un personaggio che attraversa il percorso della propria solitudine senza sfuggire a quella superficialità che sembra proprio caratterizzare i nostri giorni. E sullo sfondo si illuminano temi rilevanti, tra i quali certamente la complessità del dialogo tra generi. 

Inger interpreta in modo originale soprattutto Leporello e il Commendatore, sostenuto dal disegno luci di Fabiana Piccioli, dalla partitura originale di Marc Álvarez, e da uno spazio scenico curato da Curt Allen Wilmer, senza connotazioni definite dal punto di vista geografico o storico: un labirinto di strutture mosse a vista dai danzatori. Diversamente dai costumi che sono molto connotati, grazie all’invenzione visiva di Bregje van Balen.

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